{"id":1680,"date":"2021-06-26T09:56:31","date_gmt":"2021-06-26T07:56:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.delpin.pro\/?p=1680"},"modified":"2021-06-27T20:11:38","modified_gmt":"2021-06-27T18:11:38","slug":"il-sonno-dei-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.delpin.pro\/index.php\/2021\/06\/26\/il-sonno-dei-bambini\/","title":{"rendered":"Il sonno dei bambini"},"content":{"rendered":"\n<p>Come mai a volte sembra cos\u00ec difficile aiutare i nostri figli a trascorrere notti tranquille? Le cause possono essere molteplici. Intanto \u00e8 utile capire le differenze tra il sonno dei bambini e quello degli adulti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Differenze quantitative<\/h2>\n\n\n\n<p>In generale, i bambini necessitano di pi\u00f9 ore di sonno rispetto agli adulti.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono molte tabelle che riportano le ore di sonno necessarie per ogni fascia d\u2019et\u00e0, ma questi dati vanno sempre presi come indicazioni di massima. Per sapere se vostro figlio dorme abbastanza o no, guardate come sta di giorno: se \u00e8 irritabile, agitato, stanco, allora potrebbe dormire troppo poco per il suo fabbisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre un adulto ha bisogno di dormire circa 8 ore (anche qui con una grande variabilit\u00e0 individuale: a qualcuno bastano 5 ore, altri necessitano di 10 ore), i bambini dormono indicativamente:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Neonati: ogni 2-3 ore durante tutta la giornata, per un totale di 14-16<\/li><li>A 6 mesi: 11-12 ore di notte + 3 ore di giorno (distribuiti in due o pi\u00f9 pisolini)<\/li><li>A 12 mesi: 11-12 ore di notte + 2 ore di giorno (in 1 o 2 sonnellini)<\/li><li>Dai 3 anni: 10,5 ore di notte + 1,5 ore di giorno (1 pisolino)<\/li><li>Dai 4-5 anni: 9-10 ore di notte.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Differenze qualitative<\/h2>\n\n\n\n<p>Il sonno in generale si distingue in fasi di sonno <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>REM: questo sonno \u00e8 caratterizzato all\u2019EEG (elerttroencefalogramma) da un\u2019attivit\u00e0 cerebrale intensa, simile a quella dello stato di veglia. Durante il sonno REM vengono favoriti il consolidamento della memoria e degli apprendimenti, la regolazione dell\u2019umore e della capacit\u00e0 di adattamento.<\/li><li>non-REM: caratterizzato da onde elettroencefalografiche lente, in cui vengono promossi il riposo, la crescita fisica, la riparazione tissutale, la regolazione ormonale e del sistema immunitario.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Quando dormiamo affrontiamo vari cicli di sonno (di durata e numero variabile, dipendenti da et\u00e0 ed esigenze individuali), ciascuno dei quali \u00e8 composto da una fase di sonno REM e una di sonno NON-REM.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sonno degli adulti<\/h3>\n\n\n\n<p>Negli adulti il ciclo di sonno comincia con la fase non-REM, la quale presenta 4 stadi di sonno progressivamente sempre pi\u00f9 profondo. Segue una fase di sonno REM in cui l\u2019intensa attivit\u00e0 cerebrale viene bloccata e non agisce sui muscoli, eccetto che per i muscoli respiratori ed i muscoli oculari, che eludono anatomicamente questo blocco.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante una notte di sonno, l\u2019adulto riesce generalmente ad agganciare un ciclo all\u2019altro senza risvegliarsi (o comunque riaddormentandosi subito) e trascorre circa il 20% del tempo in fase REM, specialmente nella seconda parte della notte.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sonno dei bambini<\/h3>\n\n\n\n<p>Il ciclo di sonno dei bambini inizia con il sonno REM (nel quale trascorrono buona parte del sonno, dal 50% alla nascita al 25% al terzo anno d&#8217;et\u00e0) al quale segue un sonno non-REM che, a differenza dell\u2019adulto, non \u00e8 suddiviso in fasi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema nervoso dei neonati \u00e8 ancora immaturo e non \u00e8 in grado di bloccare gli impulsi motori (per cui i bambini durante il sonno REM si muovono, parlano, fanno versi pur essendo ancora addormentati). <\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre i bambini (specialmente i neonati nei primi 3-4 mesi) fanno difficolt\u00e0 ad agganciare un ciclo di sonno al successivo in caso di risvegli. Questa caratteristica \u00e8 stata probabilmente favorita dalla selezione naturale: infatti i risvegli pi\u00f9 frequenti permettono al neonato di percepire i propri bisogni (ad esempio la fame, sensazioni fisiche sgradevoli, il pannolino da cambiare, il bisogno di contatto) e di &#8220;chiamare&#8221; un adulto che li possa soddisfare. <\/p>\n\n\n\n<p>Quindi i risvegli, specialmente nei bambini molto piccoli, sono di base fisiologici, e dovrebbero diventare sempre meno probabili con il trascorrere dei mesi. Il sonno per\u00f2 \u00e8 un&#8217;area molto sensibile, che pu\u00f2 essere disturbata per molteplici motivazioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Disturbi del sonno<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Problemi associati a patologie mediche<\/strong>.<\/h3>\n\n\n\n<p>Il primo passo, quando si \u00e8 davanti ad un disturbo del sonno duraturo e disturbante, \u00e8 rivolgersi al pediatra per escludere cause di origine medica, tra le quali troviamo:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Sindrome delle apnee notturne<\/strong>: il bambino russa frequentemente (almeno tre volte alla settimana), ha un sonno agitato, fa spesso la pip\u00ec a letto, di giorno \u00e8 iperattivo e irritabile, se \u00e8 pi\u00f9 grande pu\u00f2 manifestare difficolt\u00e0 scolastiche.<\/li><li><strong>Reflusso gastro-esofageo<\/strong>: il bambino vomita spesso o ha rigurgiti eccessivi, se \u00e8 gi\u00e0 capace di parlare lamenta bruciore alla bocca dello stomaco.<\/li><li><strong>Sindrome delle gambe senza riposo<\/strong>: di solito quando si manifesta in tenera et\u00e0 \u00e8 ereditaria; se il bambino riesce ad esprimersi pu\u00f2 riferire di sentire \u201canimaletti\u201d o \u201conde\u201d sulle gambe; ha difficolt\u00e0 a stare seduto o sdraiato; pu\u00f2 essere iperattivo ed avere difficolt\u00e0 scolastiche.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parasonnie<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Sonnambulismo<\/strong>: il bambino si muove nel sonno e si comporta come se fosse sveglio, ma non lo \u00e8. Non bisogna svegliarlo, ma parlargli in tono calmo ed assicurarsi che non si faccia male.<\/li><li><strong>Pavor nocturnus<\/strong>: si manifesta specialmente nei bambini dai 20 mesi ed avviene nella prima parte della notte (perch\u00e9 accade nel sonno non-REM). Il bambino appare molto spaventato (pu\u00f2 gridare o piangere), pu\u00f2 avere gli occhi aperti o chiusi, ma \u00e8 addormentato e non \u00e8 consolabile. Cosa pu\u00f2 fare l&#8217;adulto? Mantenere la calma, non provare a svegliare il bambino (l&#8217;episodio si auto-risolve nel giro di 20 minuti circa) ma al massimo rassicurarlo con la voce. In genere il pavor nocturnus \u00e8 sporadico o si presenta per un periodo di tempo limitato, ma qualora dovesse continuare per pi\u00f9 di un mese consultare il pediatra.<\/li><li><strong>Incubi<\/strong>: generalmente i bambini cominciano ad avere gli incubi dai 30 mesi, specialmente nella seconda parte della notte (perch\u00e9 avvengono nel sonno REM). Gli incubi sono provocati da sensazioni fisiche (come l&#8217;urgenza di fare la pip\u00ec), ma possono anche essere correlate a stress (cambiamenti come l&#8217;arrivo di un fratellino, un trasloco, un lutto, &#8230;), paure (prestare attenzione a filtrare eventuali scene di violenza presenti nei contenuti multimediali a cui il bambino \u00e8 esposto!). Cosa fare? L&#8217;adulto, mantenendo la calma, pu\u00f2 rassicurare il bambino, che \u00e8 sveglio e consolabile. Non \u00e8 utile sminuire le paure o gli incubi del bambino (ad esempio con frasi come &#8220;Ma non devi avere paura dei mostri! Non esistono!&#8221;), bens\u00ec trovare un modo (anche &#8220;magico!&#8221;) per aiutare il bimbo a gestirle. Incubi ricorrenti potrebbero essere dovuti a problematiche emotive che il bambino non riesce a superare: in questo caso \u00e8 indicato rivolgersi ad uno <a href=\"https:\/\/www.delpin.pro\/index.php\/contatti-psicoterapia-ipnosi-firenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">psicoterapeuta<\/a>. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>DISSONIE<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Risvegli notturni frequenti<\/strong> (pi\u00f9 di due per notte) e\/o problematici (ovvero che richiedono un intervento anche consistente del genitore).<\/li><li><strong>Problemi di addormentamento<\/strong> (il bambino ha bisogno di pi\u00f9 di un\u2019ora per addormentarsi o necessita di elementi fissi imprescindibili dall&#8217;addormentamento, come essere allattato oppure stare nel lettone).<\/li><li><strong>Ipersonnia<\/strong> (dormire troppo) o <strong>insonnia<\/strong> (dormire troppo poco): dipendono dal temperamento del bambino (che pu\u00f2 essere mite oppure vivace), dall&#8217;uso delle tecnologie, dai ritmi della giornata (orari, routine).<\/li><li><strong>Assenza di ritmo circadiano<\/strong>: il bambino scambia il giorno con la notte. In genere il sonno si sincronizza con il ritmo giorno\/notte verso i 3-4 mesi (quando il bambino comincia a produrre melatonina). Per favorire questa sincronizzazione \u00e8 utile uscire di giorno (esponendo il bambino alla luce del sole), garantire un ambiente buio durante la notte (possibilmente anche durante allattamento e cambi pannolino!), avere una routine quotidiana stabile (ma flessibile!).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Possibili cause delle dissonnie<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>FISICI<\/strong><ul><li>Piccoli problemi fisici transitori: dentini, raffreddore\u2026<\/li><\/ul><ul><li>Scatti di crescita: specialmente durante il primo anno di vita, periodicamente il bambino si sveglier\u00e0 pi\u00f9 frequentemente per 2-3 giorni consecutivi per mangiare di pi\u00f9 (perch\u00e9 sta crescendo, ha bisogno di pi\u00f9 cibo e quindi di stimolare la produzione di latte materno).&nbsp;<\/li><\/ul><ul><li>Raggiungimento di importanti tappe di sviluppo fisico e cognitivo (circa ogni 3-4 mesi), che spesso comportano una regressione su altri piani (tra cui il sonno):<ul><li>4\u00b0 mese: il bambino \u00e8 pi\u00f9 ricettivo agli stimoli esterni (vede meglio, sente meglio, &#8230;).<\/li><\/ul><ul><li>6\u00b0 mese: impara a stare seduto, inizia lo svezzamento, comincia la lallazione\u2026inoltre il bambino ha maggior consapevolezza di essere un&#8217;entit\u00e0 diversa rispetto alla mamma: da qui deriva l&#8217;ansia da separazione.<\/li><\/ul><ul><li>9\u00b0 mese: gattonamento, acquisizione della posizione eretta&#8230;<\/li><\/ul><ul><li>12 mesi: camminare, parlare&#8230;<\/li><\/ul><ul><li>2-3 anni: il bambino comincia a dire &#8220;NO!&#8221; (periodo oppositivo) per affermare la propria identit\u00e0 come diversa dall&#8217;identit\u00e0 dei genitori. Al contempo dipende ancora dai genitori e desidera essere rassicurato della loro presenza e disponibilit\u00e0.<\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/li><li><strong>AMBIENTALI<\/strong>: Caratteristiche della stanza in cui il bambino dorme  (luce, buio, umidit\u00e0 dell\u2019aria, caldo, freddo, comfort del lettino, rumori, presenza di apparecchi elettronici\u2026).<\/li><li><strong>COMPORTAMENTALI<\/strong>: Abitudini (ciuccio, biberon, seno\u2026): il bambino \u00e8 abituato a ricevere dal genitore l\u2019aiuto per addormentarsi e lo richiede anche di notte, quando si risveglia per motivi fisiologici. Ma dal 3\u00b0-4\u00b0 mese ha le potenzialit\u00e0 per imparare ad agganciare da solo i cicli di sonno e ad auto-consolarsi. Il genitore lo pu\u00f2 aiutare, con calma, pazienza e metodi personalizzati, a raggiungere questa competenza, essendo consapevole del fatto che non \u00e8 un processo lineare, tantomeno rapido! Diffidate dai metodi preconfezionati: possono risultare efficaci per alcuni bambini, ma non \u00e8 la norma! Ogni situazione \u00e8 a s\u00e9 stante e bisogna adeguare il metodo al bambino, non viceversa: altrimenti si rischiano ripercussioni sul benessere psicologico del bambino.<\/li><li><strong>RELAZIONALI<\/strong>:  Questi fattori sono i pi\u00f9 complessi da individuare e da trattare, ma se gli interventi sui fattori ambientali e comportamentali non funzionano, di solito \u00e8 perch\u00e9 ci sono dei fattori relazionali sottostanti che complicano le dinamiche. In genere sono collegati a:<ul><li>TEMPERAMENTO DEL BAMBINO: mite\/vivace<\/li><\/ul><ul><li>TIPO DI LEGAME CHE HANNO I GENITORI E IL BAMBINO: attaccamento sicuro\/insicuro<\/li><\/ul><ul><li>RELAZIONE TRA I GENITORI: conflittuale; separazione<\/li><\/ul><ul><li>STATO EMOTIVO DEI GENITORI: sconforto, rabbia, depressione (anche postpartum), frustrazione\u2026<\/li><li>RAPPORTI SQUILIBRATI O CONFLITTUALI CON LE FAMIGLIE D\u2019ORIGINE<\/li><\/ul><ul><li>PRESENZA DI FRATELLI per cui vengono provati sentimenti ambivalenti (affetto ma anche gelosia) di difficile gestione per il bambino<\/li><\/ul><ul><li>ESPERIENZE PROPRIE DEL BAMBINO, come<ul><li>Precedenti esperienze negative per l\u2019addormentamento con ad es metodi rigidi<\/li><\/ul><ul><li>Situazioni in cui i bambini percepiscono negli adulti incertezza o emozioni negative. In questi casi \u00e8 meglio non fingere che vada tutto bene, ma discutere la situazione con tranquillit\u00e0 parlando apertamente delle emozioni in gioco e normalizzandole, rassicurando il bambino sull&#8217;affetto che si prova per lui.<\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">CONSIGLI PER FAVORIRE IL BUON SONNO DEI BAMBINI<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>SINTONIZZARSI CON IL BAMBINO<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Cogliere i suoi segnali di sonno per farlo dormire quando \u00e8 il momento opportuno per lui (non forzarlo a stare sveglio)<\/li><li>Capire i significati dei vari tipi di pianto (che si differenziano dalla 3^-4^ settimana di vita) per intervenire in modo adeguato quando il bambino lo richiede.<\/li><li><strong>NON INTERVENIRE SUBITO<\/strong>&nbsp;se il bambino si sveglia e fa qualche verso: osservarlo, vedere se si sveglia davvero o se \u00e8 solo in fase REM. Se \u00e8 sveglio ma tranquillo, aspettare un po\u2019 per vedere se riesce ad agganciarsi al successivo ciclo di sonno. Se invece richiede la presenza del genitore, assecondarlo. Se il bambino non riesce a riaddormentarsi da solo, bisogna capire il perch\u00e9 e aiutarlo, nel tempo e con calma, ad imparare a farlo.<\/li><li>Attenzione ai metodi spacciati come universali e attenzione ai paragoni con gli altri bambini: ogni caso \u00e8 a s\u00e9 e bisogna sintonizzarsi con il singolo bambino!<\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>OFFRIRE AL BAMBINO SICUREZZA<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 influire sui ritmi del bambino con regolarit\u00e0 di orari e di attivit\u00e0 che lo rassicurino e gli permettano di prevedere cosa viene dopo, ma senza rigidit\u00e0 e sempre accogliendo i suoi bisogni.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ci sono delle regressioni temporanee,&nbsp;accettarle con serenit\u00e0 e senza giudizio (il bambino pu\u00f2 essere grande, ma \u00e8 sempre al contempo piccolo!). Accogliere quindi il bisogno di rassicurazione che il bambino esprime attraverso la regressione, trovando una modalit\u00e0 congrua (ad esempio, se il bambino fa la pip\u00ec a letto non ritornare ad usare i pannolini ma fornire rassicurazione in altri modi durante la giornata).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><a href=\"https:\/\/www.delpin.pro\/index.php\/contatti-psicoterapia-ipnosi-firenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">RICHIEDERE UNA CONSULENZA SUL SONNO DEI BAMBINI<\/a><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Dopo essere andati dal pediatra per escludere patologie mediche, \u00e8 indicato fare una consulenza per inquadrare bene il problema (compresi gli aspetti relazionali) e trovare soluzioni fattibili e adeguate al vostro bambino e al vostro sistema familiare. Questo \u00e8 indicato:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Quando ci sono problemi frequenti (pi\u00f9 di tre volte a settimana) e duraturi (per pi\u00f9 di un mese consecutivo).<\/li><li>Se siete preoccupati che il problema si cronicizzi.<\/li><li>A scopo preventivo durante la gravidanza o nei primissimi mesi di vita del bambino!<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>Richiedi qui la tua consulenza sul sonno dei bambini<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wpforms-container wpforms-container-full\" id=\"wpforms-816\"><form id=\"wpforms-form-816\" class=\"wpforms-validate wpforms-form\" data-formid=\"816\" method=\"post\" enctype=\"multipart\/form-data\" action=\"\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1680\" data-token=\"c3d3188f6709a5d3524fa1967f7f9aa4\"><noscript class=\"wpforms-error-noscript\">Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.<\/noscript><div class=\"wpforms-field-container\"><div id=\"wpforms-816-field_3-container\" class=\"wpforms-field wpforms-field-name\" data-field-id=\"3\"><label class=\"wpforms-field-label\" for=\"wpforms-816-field_3\">Nome <span class=\"wpforms-required-label\">*<\/span><\/label><input type=\"text\" id=\"wpforms-816-field_3\" class=\"wpforms-field-medium wpforms-field-required\" name=\"wpforms[fields][3]\" required><\/div><div id=\"wpforms-816-field_1-container\" class=\"wpforms-field wpforms-field-email\" data-field-id=\"1\"><label class=\"wpforms-field-label\" for=\"wpforms-816-field_1\">Email <span class=\"wpforms-required-label\">*<\/span><\/label><input type=\"email\" id=\"wpforms-816-field_1\" class=\"wpforms-field-medium wpforms-field-required\" name=\"wpforms[fields][1]\" spellcheck=\"false\" required><\/div><div id=\"wpforms-816-field_2-container\" class=\"wpforms-field wpforms-field-textarea\" data-field-id=\"2\"><label class=\"wpforms-field-label\" for=\"wpforms-816-field_2\">Messaggio <span class=\"wpforms-required-label\">*<\/span><\/label><textarea id=\"wpforms-816-field_2\" class=\"wpforms-field-medium wpforms-field-required\" name=\"wpforms[fields][2]\" required><\/textarea><\/div><div id=\"wpforms-816-field_5-container\" class=\"wpforms-field wpforms-field-checkbox\" data-field-id=\"5\"><label class=\"wpforms-field-label wpforms-label-hide\" for=\"wpforms-816-field_5\">Caselle di Spunta <span class=\"wpforms-required-label\">*<\/span><\/label><ul id=\"wpforms-816-field_5\" class=\"wpforms-field-required\"><li class=\"choice-1 depth-1\"><input type=\"checkbox\" id=\"wpforms-816-field_5_1\" name=\"wpforms[fields][5][]\" value=\"Autorizzo al trattamento dei dati (leggi la Privacy Policy sottostante)\" required ><label class=\"wpforms-field-label-inline\" for=\"wpforms-816-field_5_1\">Autorizzo al trattamento dei dati (leggi la Privacy Policy sottostante) <span class=\"wpforms-required-label\">*<\/span><\/label><\/li><\/ul><div class=\"wpforms-field-description wpforms-disclaimer-description\">Chi siamo.<br \/>\r\n<br \/>\r\nL'indirizzo del nostro sito web \u00e8: http:\/\/www.delpin.pro.<br \/>\r\n<br \/>\r\nQuali dati personali raccogliamo e perch\u00e9 li raccogliamo:<br \/>\r\n<br \/>\r\n-Commenti-<br \/>\r\n<br \/>\r\nQuando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all'indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam.<br \/>\r\n<br \/>\r\nUna stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) pu\u00f2 essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. 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Le cause possono essere molteplici. Intanto \u00e8 utile capire le differenze tra il sonno dei bambini e quello degli adulti. Differenze quantitative In generale, i bambini necessitano di pi\u00f9 ore di sonno rispetto agli adulti. 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